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(canton de Saint-Clair-sur-Elle, Manche)

Chiesa abbaziale di Saint-Vigor

    L’abbazia è stata fondata nel 1032, nel cuore della foresta, dal duca Roberto il Magnifico. Ha ereditato di un piccolo istituto religioso creato agli inizi del VI secolo da Saint Vigor, vescovo di Bayeux, che venne distrutto dalle invasioni scandinave ; sotto quell’aspetto, i Benedettini restauravano come a Saint-Marcouf o a Orval la continuità religiosa oltre quello iato. Del monastero di epoca ducale non è rimasto nulla, e l’attuale abbazia appartiene ad una ricostruzione dell’ultimo quarto dell’XI secolo.
Esternamente, la chiesa venne amputata della maggior parte della sua navata (cinque campate) nel 1811. Sono stati ristrutturati nel XVIII secolo il braccio nord del transetto e l’ultimo piano della torre d’incrocio. Internamente, il semicerchio del coro è stato munito di voltamento gotico nel XIV secolo, mentre i pilastri dell’incrocio del transetto sono stati avvolti nel XV da robusti piloni cilindrici. Tali aggiunte hanno tuttavia alterato poco l’architettura romanica di Cerisy.
La chiesa rispetta la planimetria benedettina tradizionale delle grandi abbaziali normanne (Bernay, Lessay…), ossia lo schema d’alzato su tre livelli (grandi arcate con doppia ghiera e pilastri compositi, gallerie, finestre sovrastanti), nonché il soffitto a capriate lignee. Il piano delle tribune è composto nella navata da due aperture inscritte in un arco a tutto sesto, e nel coro da due finestre abbinate. La tecnica normanna del muro spesso permette di integrare al livello delle finestre alte una galleria di camminamento (altra peculiarità dell’architettura regionale) come di sdoppiare il muro : verso l’esterno una grande apertura romanica, verso l’interno tre gruppi di aperture inquadrate da un toro e poggianti su due colonnine laterali (impianto questo che rammenta il primitivo andamento planimetrico della navata di Saint-Etienne a Caen).
La più chiara originalità è comunque la sovrapposizione di tre livelli di aperture nel semicircolo del coro e di due cammini (quell’alleggerimento notevole della muratura romanica a vantaggio dei vuoti delle aperture necessitò della costruzione posteriore di due robusti contrafforti).È chiaramente ispirato alla grande abbaziale di Saint-Etienne l’intento di far circolare aria e luce limitando i pieni dei muri e moltiplicando i vuoti ; altrettanto chiara l’influenza nello sforzo per rendere i tre piani armoniosi e leggeri(da una a tre aperture) come nell’apparato decorativo semplificato per evidenziare le linee e il ritmo degli archi. Questa ricerca testimonia dell’equilibrio raggiunto dall’arte romanica sul finire dell’XI secolo, prima che spettasse alle grandi abbazie e cattedrali inglesi.

Bernard Beck

Bibliografia

- Baylé, Maylis. " Cerisy-la-Forêt, abbatiale Saint-Vigor ", in L'Architecture normande au Moyen-Age, t. 2. Edit. Corlet et Presses Universitaires de Caen, 1997
- Héliot, Pierre. " Cerisy-la-Forêt ", in Bulletin de la Société des Antiquaires de France, 1961
- Musset, Lucien. " Cerisy-la-Forêt ", in Normandie Romane, t.1 ; Editions du Zodiaque, La Pierre-qui-Vire, 1967